La trasformazione


Igienizzazione del prodotto: Idrogeno, ossigeno, bio
Per igienizzare i prodotti utilizziamo due soli elementi naturali variamente combinati: ossigeno e idrogeno, una soluzione sicura ed efficace. L’ozono (O₃) viene prodotto utilizzando ossigeno (O₂) e una scarica elettrica. Questo processo trasforma l’ossigeno in ozono, un potente ossidante che elimina batteri, virus, funghi e altri patogeni senza lasciare residui chimici. L’ozono si decompone rapidamente in ossigeno, rendendolo ecologico e sicuro per la sanificazione di frutta e verdura.

Inoltre, l’acqua (H₂O) è fondamentale nel processo di igienizzazione. Viene utilizzata per lavare i prodotti e rimuovere eventuali residui superficiali. Quando combinata con l’ozono, l’acqua ozonizzata diventa un potente agente igienizzante che prolunga la conservazione riducendo la carica microbica e degradando l’etilene, un gas che accelera la maturazione dei frutti.


Il cuocitore sottovuoto: tecnologia avanzata per la massima qualita’



I cuocitori sottovuoto rappresentano una tecnologia avanzata nel campo della conservazione alimentare e sono utilizzati in una vasta gamma di applicazioni. Ad esempio, nella produzione di confetture, sughi e salse, dove è essenziale mantenere un alto livello di qualità. Immagina una confettura di fragole che conserva tutto il sapore e il colore delle fragole fresche, o un sugo di pomodoro che mantiene la sua vivacità e dolcezza naturale. 

Il principio di base è piuttosto semplice ma ingegnoso: riducono la pressione all’interno del sistema, abbassando il punto di ebollizione dell’acqua. Normalmente, l’acqua bolle a 100°C, ma sotto vuoto può bollire a temperature molto più basse, come 60°C o anche meno. Questo è cruciale perché permette di evaporare l’acqua senza sottoporre il prodotto a temperature elevate che potrebbero degradare vitamine, minerali e aromi delicati.


Uno dei principali vantaggi degli evaporatori sottovuoto è la preservazione delle proprietà nutritive. Poiché la concentrazione avviene a basse temperature, le vitamine e i minerali rimangono intatti. Questo è particolarmente importante per prodotti come succhi di frutta e verdure, dove il contenuto nutrizionale è un valore aggiunto significativo. Inoltre, i sapori, i colori e le texture degli alimenti sono preservati, il che significa che il prodotto finale non solo è più sano, ma anche più gustoso e visivamente attraente.

Un altro aspetto positivo è l’efficienza energetica. Operare a temperature più basse significa anche un minor consumo energetico rispetto ai metodi tradizionali di concentrazione. Questo non solo riduce i costi operativi, ma è anche più sostenibile dal punto di vista ambientale.


La pastorizzazione a basse temperature

La pastorizzazione a basse temperature è un metodo efficace per trattare termicamente i prodotti alimentari senza comprometterne le proprietà nutritive e organolettiche. Questo processo prevede il riscaldamento degli alimenti a temperature relativamente basse, solitamente intorno agli 85 °C, per un periodo tra i 10 e i 12 minuti.


Per eseguire la pastorizzazione a basse temperature, vengono utilizzati specifici macchinari come pastorizzatori a piastre o a tubi, che permettono un controllo preciso della temperatura e del tempo di trattamento. Questi dispositivi sono progettati per garantire una distribuzione uniforme del calore, assicurando che ogni parte del prodotto raggiunga la temperatura desiderata.